Santa Quaresima 2020 (aggiornamento 01/03)

Martedì 3 Marzo alle ore 16.00 in parrocchia: confessioni 1° Medie.

Venerdì 6 marzo
nell’occasione del primo venerdì del mese ci sara ampia possibilita per accostarsi alla Confessione sacramentale in entrambe le chiese, secondo i seguenti orari:
10.30-12.00 | 15.30-17.00 (Parrocchia) 
9 – 12 | 15.30 – 16.30 (Madonna Perpetuo Soccorso)
Approfittiamo del tempo quaresimale per riconciliarci con Dio e con il prossimo.

A partire dal Mercoledì delle Ceneri e per tutta la Quaresima – dal lunedì al sabato – alle ore 7.15 al Perpetuo Soccorso reciteremo insieme le Lodi Mattutine.


VIA CRUCIS
Come da tradizione, tutti i venerdì di quaresima celebreremo insieme la Via Crucis itinerante, nelle varie zone del paese. Ragazzi, giovani e adulti – siamo invitati a parteciparvi.

Venerdì 6 marzo ore 19.00 in Piazza G. Deledda (ex “piazza buia”)
Itinerario: Piazza G. Deledda (ex “piazza buia”) – Via G. Giolitti – Via De Gasperi – Via Gobetti – Via Matteotti – Via Togliatti – Via – Via De Gasperi – Via Nenni – Via Berlinguer – Via Longo – Via Is Spinargius – Via Pio La Torre.

Venerdì 28 febbraio alle ore 19.00 in Piazza S. Lucia. 
Itinerario: Via Decimo – Via Giardini – Via Su Nuraghe – Via Sant’Elena – Via S. Sebastiano – Via E. D’Arborea – Via Umberto – Via Vittorio Emanuele – Piazza S. Lucia


Convertitevi e credete al Vangelo

Con l’antico rito dell’imposizione delle ceneri, la Chiesa ci introduce nella Quaresima come in un grande ritiro spirituale che dura quaranta giorni. Entriamo dunque nel clima quaresimale, che ci aiuta a riscoprire il dono della fede ricevuta con il Battesimo e ci spinge ad accostarci al sacramento della Riconciliazione, ponendo il nostro impegno di conversione sotto il segno della misericordia divina. In origine, nella Chiesa primitiva, la Quaresima era il tempo privilegiato per la preparazione dei catecumeni ai sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia, che venivano celebrati nella Veglia di Pasqua. La Quaresima veniva considerata come il tempo del divenire cristiani, che non si attuava in un solo momento, ma esigeva un lungo percorso di conversione e di rinnovamento. A questa preparazione si univano anche i già battezzati riattivando il ricordo del Sacramento ricevuto, e disponendosi a una rinnovata comunione con Cristo nella celebrazione gioiosa della Pasqua.
Imponendo sul capo le ceneri il celebrante dice: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” (cfr Gen 3,19), oppure ripete l’esortazione di Gesù: “Convertitevi e credete al Vangelo” (cfr Mc 1,15). Entrambe le formule costituiscono un richiamo alla verità dell’esistenza umana: siamo creature limitate, peccatori bisognosi sempre di penitenza e di conversione. Quanto è importante ascoltare ed accogliere questo richiamo in questo nostro tempo! Quando proclama la sua totale autonomia da Dio, l’uomo contemporaneo diventa schiavo di sé stesso e spesso si ritrova in una solitudine sconsolata. L’invito alla conversione è allora una spinta a tornare tra le braccia di Dio, Padre tenero e misericordioso, a fidarsi di Lui, ad affidarsi a Lui come figli adottivi, rigenerati dal suo amore. Convertirsi vuol dire allora lasciarsi con-quistare da Gesù (cfr Fil 3,12) e con Lui “ritornare” al Padre.
La conversione comporta quindi porsi umilmente alla scuola di Gesù e camminare seguendo docilmente le sue orme. Illuminanti sono al riguardo le parole con cui Egli stesso indica le condizioni per essere suoi veri discepoli. Dopo aver affermato che “chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà”, aggiunge: “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?” (Mc 8,35-36).
La conquista del successo, la bramosia del prestigio e la ricerca delle comodità, quando assorbono totalmente la vita sino ad escludere Dio dal proprio orizzonte, conducono veramente alla felicità? Ci può essere felicità autentica a prescindere da Dio? Né le preoccupazioni quotidiane, né le difficoltà della vita riescono a spegnere la gioia che nasce dall’amicizia con Dio. L’invito di Gesù a prendere la propria croce e a seguirlo in un primo momento può apparire duro e contrario a quanto noi vogliamo, mortificante per il nostro desiderio di realizzazione personale. Ma guardando più da vicino possiamo scoprire che non è così: la testimonianza dei santi dimostra che nella Croce di Cristo, nell’amore che si dona, rinunciando al possesso di se stesso, si trova quella profonda serenità che è sorgente di generosa dedizione ai fratelli, specialmente ai poveri e ai bisognosi. E questo dona gioia anche a noi stessi.
Nel tempo quaresimale la Chiesa, facendo eco al Vangelo, propone alcuni specifici impegni che accompagnano i fedeli in questo itinerario di rinnovamento interiore: la preghiera, il digiuno e l’elemosina.
Come discepoli di Gesù Cristo siamo chiamati a non idolatrare i beni terreni, ma ad utilizzarli come mezzi per vivere e per aiutare gli altri che sono nel bisogno.
Chiediamo alla Madonna, Madre di Dio e della Chiesa, di accompagnarci nel cammino quaresimale, perché sia cammino di vera conversione. Lasciamoci condurre da Lei e giungeremo, interiormente rinnovati, alla celebrazione del grande mistero della Pasqua di Cristo, rivelazione suprema dell’amore misericordioso di Dio. Buona quaresima a tutti!
Tratto dall’Udienza Generale di Benedetto XVI, papa, 06/02/2008


INDICAZIONI PRATICHE DEL DIGIUNO E DELL’ASTINENZA
– il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo sono giorni di digiuno dal cibo e di astinenza dalle carni e dai cibi ricercati o costosi.
– i venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalle carni e dai cibi ricercati o costosi.
– al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta incominciati; – all’astinenza dalle carni i fedeli che hanno compiuto i quattordici anni.

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