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Natale 2010: Orticedrus si ripresenta ai lettori con una veste grafica tutta nuova, tante pagine e servizi, tanta cura nelle immagini e una redazione più grande. Orticedrus diventa una scommessa. Una scommessa seria di informazione e servizio per la comunità di San Sperate.
Quando ho detto sì alla direzione del periodico, confesso, ero un po' perplessa, sebbene avessi intuito la bontà dell'iniziativa. C'era tanto lavoro da fare, e io ero a San Sperate solo da pochi mesi. No, non ero spaventata, però mi mancavano gli stimoli giusti per iniziare un percorso che sarebbe stato sicuramente difficile ma anche entusiasmante. Ma avevo detto sì, e quindi Orticedrus doveva diventare anche la mia scommessa. Piano piano ho iniziato a collaborare con i soci dell'Associazione Culturale Orticedrus, che con forza e passione vogliono un giornale libero, attuale, appassionante. E perché no, un giornale che racconti spicchi di passato. Un passato scevro da malinconie inutili, e retorica di conservazione. E allora il mio spirito ribelle da cronista di strada si è messo al servizio di una comunità che mi ha accolta come una risorsa. Sono originaria di Lula, nel Nuorese, e credo che rimarrò lulese nel cuore e nell'anima. Sono figlia di quel pezzo di Sardegna, tanto inquieto, quanto verace, passionale e forte. Non posso dimenticare le cronache quotidiane di un paese che ha lottato per grandi ideali e poi è precipitato nell'abisso da cui cerca di uscire con lentezza. Non posso dimenticare Luisa, vittima di una società ingiusta, e Maria, angelo dagli occhi blu, simbolo di un'intelligenza viva rinchiusa in un corpo da neonata e volata in cielo troppo presto. Fanno parte di me. Ma San Sperate è un'altra cosa. Qui c'è l'arte, la cultura, la voglia di non sentirsi omologati alla città e la consapevolezza di essere conosciuti nel mondo. I giovani hanno la responsabilità di continuare questo cammino nel futuro. E la mia esperienza di cronista può servire a fare un giornale serio, impegnato e vivace, che racconti una realtà laboriosa e unica. Direi preziosa.
Ed è quello che abbiamo tentato di fare, insieme ai miei collaboratori, in questo speciale di 52 pagine, ricco di novità e totalmente rinnovato, anche nella tiratura. Ma andiamo con ordine.
Orticedrus adesso ha fotografi che lavorano con costanza e dedizione, una redazione composta da redattori e collaboratori, e un direttore responsabile. E' stata fatta l'iscrizione nel registro del Tribunale di Cagliari e l'intenzione è quella di aumentare il numero delle pubblicazioni nel 2011. Da gennaio sarà possibile abbonarsi a Orticedrus. Ma questo importante traguardo può essere raggiunto solo con il consenso dei nostri lettori, giudici severi e quindi ineguagliabili di un periodico in crescita. Ecco perchè abbiamo messo a loro disposizione un indirizzo email a cui potranno inviare suggerimenti, critiche e proposte. Siamo presenti anche su Facebook con una pagina curata da un nostro redattore. La piattaforma web è il futuro dell'informazione e Orticedrus non intende rinunciarci. Non sarebbe male per esempio che i sansperatini, ormai sparsi per il mondo, si mettessero in contatto con noi.
Ci sono novità anche nella scelta dei servizi, un occhio di riguardo è stato dato alla cronaca: il presunto infanticidio di Is Garropus è la fotografia di un tempo che fu. Non manca la cultura con la rubrica delle recensioni dei libri e la passione per l'archeologia. Per non parlare del contributo regalato dal Maestro Pinuccio Sciola. Ma il ventaglio della scelta è davvero ampio. Si spera che Orticedrus diventi uno stimolo alla lettura. Soprattutto in questi giorni di festa familiare.
Auguri vivissimi a tutti per un sereno Natale e un nuovo anno ricco di prosperità dalla redazione di Orticedrus e i soci dell'Associazione Culturale Orticedrus.
(Dall'editoriale di Caterina Tatti, Orticedrus, n°4, Speciale Natale 2010)

Raccontare è libertà...
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (...)
Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21.
E di certo non è una banalità. La nostra Costituzione sancisce e tutela il diritto di ciascun individuo a preservare la propria interezza intellettuale. Essere liberi, vuol dire esprimere la propria opinione, raccontare, confrontarsi o semplicemente ricordare. Il ricordo e la memoria, se condivisi con la collettività, possono aiutare a ricostruire un passato che altrimenti si perderebbe nelle nebbie dei racconti orali e familiari. Argomenti importanti per una comunità come San Sperate che della cultura e della tradizione ne ha fatto baluardi di distinzione e successo. Ecco perché penso che Orticedrus e la sua redazione non possano esimersi dal raccontare San Sperate nella sua totalità, e quindi anche (perché no) nei suoi aspetti meno gratificanti. Non credo in una realtà illusoria e priva di problemi. Non credo alle chimere. Credo invece a un riconoscimento intelligente dei propri errori e delle proprie manchevolezze. Atteggiamento necessario, quest'ultimo, per riuscire a superare paure o incomprensioni, e soprattutto gli individualismi. Fare il cronista vuol dire principalmente agire in buona fede. E spero, lo spero davvero tanto, che il nostro giornale riesca veramente ad aprirsi a un dialogo vivace, reale, libero. Senza che nessuno, e ripeto nessuno, possa sentirsi colpito o leso nella propria dignità di persona. Tutti su Orticedrus troveranno spazio o avranno diritto alla replica. Naturalmente entro i limiti di un sano dialogo civile, nel rispetto della linea editoriale e delle figure professionali che ci lavorano, della comunità di San Sperate, e della fiducia dei nostri lettori. Che finora ci hanno dimostrato una stima immensa e inaspettata.
Orticedrus cresce: il suo cammino editoriale inizia a delinearsi con più chiarezza, la veste grafica è ormai di ottima qualità e i testi rispettano lo stile degli autori. La redazione è varia, diversificata (da questo numero sarà possibile mettersi in contatto via mail con ciascun redattore), e i collaboratori numerosi e solerti. Avere una squadra di lavoro compatta è un punto di partenza fondamentale per raggiungere traguardi insoliti e impensabili. E il nostro primo traguardo impensabile è la libertà. Senza censure o imposizioni altrui. Lo so, non sarà facile, ma credo nel valore della notizia e nell'importanza della figura del giornalista. Che è un mediatore fra la notizia stessa e la sua diffusione pubblica.
In questo numero i protagonisti sono la memoria e i ricordi. Un grazie sincero a tutti gli informatori che in libertà hanno voluto rivelare i propri segreti dell'anima. Custoditi nel cuore e protetti dal pudore.
Ai nostri lettori auguro una buona lettura.
(Dall'editoriale di Caterina Tatti, Orticedrus, n°3, luglio/settembre 2011)
La redazione, i nomi:
Editore: Associazione Culturale Orticedrus Direttore responsabile: Caterina Tatti Segretaria di redazione: Rossella Ghiani Fotografia: Fabio Marras e Pier Paolo Perra Pubblicità: Antonino Lasio (anlasio@tiscali.it) I redattori: Savino Addaris, Franca Aru, Marisa Brandolini, Silvia Cogoni, Enrico Collu, Sonia Dessì, Elena Ecca, Paolo Gaviano, Massimo Mameli, Emanuela Katia Pilloni, Cenzo Porcu e don Efisio Zara. Stampa e legatura: Grafiche Ghiani s.r.l. - Monastir (Ca)
Per contattare la redazione: orticedrus@libero.it Per contattare il direttore: caterina.tatti@tiscali.it
Novembre 2011
La Redazione di Orticedrus ha presentato

''Autunno in Libri''
Uno sguardo sul mondo dell'Archeologia, dell'Arte e della Fede
Moderatrice Emanuela Katia Pilloni
Giovedì 17 Novembre Antichi Popoli del Mediterraneo di Pierluigi Montalbano
Venerdì 18 Novembre I buchi dell'anima di don Giuseppe Pani
Sabato 19 Novembre Memoriae. Il museo cimiteriale di Bonaria a Cagliari di Mauro Dadea e Mario Lastretti
Sono intervenuti anche Caterina Tatti, direttore di Orticedrus e Massimo Mameli, presidente dell'Associazione culturale Orticedrus.
Gli incontri si sono tenuti nei nuovi locali parrocchiali, in via XI Febbraio 31, alle 18.30.
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